LEC, Lab. El. e Circuiti (D'Agostini)


Prova scritta 13/6/2012

Soluzioni concettuali dei quesiti

Nota: i quattro compiti differivano per l'ordine degli
      esercizi e per qualche dato numerico.

      Nel seguito, l'ordine "1,1,4,3)" sta ad indicare 
      che si tratta del primo esercizio dei compiti 1 e 2,
      del quarto dei compiti 3 e del terzo nei compiti 4; etc.  


  1,3,1,2) Semplice partitore di tensione 
           fra una resistenza e il parallelo di altre due, 
           con valori numerici tali da permettere di svolgere i conti a mente.

  2,1,2,1) Applicare banalmente la legge di Kirchoff sulle due maglie 
           indicate, seguendo le convenzioni suggerite e prestando
           attenzione ai segni.

  3,2,3,5) Partitore di corrente (generatore e resistenza grande 
           potevano essere considerati un generatore di corrente, 
           in quanto i valori delle resistenze piccole sono praticamente 
           ininfluenti ai fini della corrente totale), di nuovo
           con numeri 'facili'.

  4,4,8,3) Semplice esercizio sul effetto Joule. (Attenzione: si parlava
           di "potenza dissipata dalla resistenza collegata..." e non di 
           potenza dissipata dall'intero circuito.)

  5,7,7,4) Nei casi limite condensatore e induttore si comportano
           alternativamente come corto circuito e circuito aperto. 
           Quindi seguono banali partitori, oppure tensioni nulle se 
           il generatore viene `isolato'.

  6,8,4,10) Thevenin ai capi di un generatore (o di due in cascata): 
           f_eq = f  (ovvero 2*f se erano due)  
           e R_eq = 0: per andare da un capo all'altro c'è
                       il parallelo fra la resistenza (nulla) 
                       del generatore ideale e il resto del circuito, 
                       che quindi è irrilevante.

 7,9,9,9) Esercizio sul metodo simbolico (i limiti potevano esser
           fatti senza troppi conti, come nel problema 5). 
           Ovviamente l'unico modo per misurare lo sfasamento
           è quello del ritardo temporale, grazie al trigger esterno.

 8,10,10,8) a) Sovratensione in risonanza: Vc_0 = Q*V_0, ove Q e' il 
               fattore di merito.
            b) La potenza media e' pari a P_m=Veff*Ieff*cos(phi_I), 
               ove Veff=V_0/sqrt(2), Ieff=I_0/sqrt(2) e cos(phi_I),
               il quale vale 1 in risonanza: P_m=V_0*I_0/2. 
               Quindi dalla potenza media si calcola l'energia 
               erogata in T: P_m*T.
               [Oppure, piu' direttamente: E = \int_0^T V(t)*I(t) dt; etc.]
            c) Essendo il sistema a regime, l'energia dissipata
               dalla resistenza in un ciclo e' esattamente pari
               a quella fornita dal generatore. 

 9,6,5,6) La tensione è ben al di sotto di V_gamma, quindi
           la resistenza del diodo è sempre "infinita"
           indipendentemente da forma e  polarità del segnale
           e quindi ai suoi capi avremo la tensione del generatore. 

10,7,6,7) La tensione è pari alla somma delle tensioni delle due onde, 
           mentre la corrente è pari alla differenza delle due correnti, 
           ciascuno delle quali è legata alla tensione dall'impedenza
           caratteristica. Quindi, date tensione e corrente, 
           l'impedenza di ingresso viene calcolata dal loro rapporto.