LEC, Lab. El. e Circuiti (D'Agostini)


Prova scritta 10/6/2015

Soluzioni concettuali dei quesiti

Nota: i quattro compiti differivano per l'ordine degli
      esercizi e per qualche dato numerico.

      Nel seguito, l'ordine "1,1,6,8)" sta ad indicare 
      che si tratta del primo esercizio dei compiti 1 e 2,
      del sesto del compito 3 e dell'ottavo nel compito 4; etc.  


  1,1,6,8) Semplice esercizio su calcolo di corrente e
           differenze di potenziale [si poteva anche 
           risolvere usando (bene!) il principio di sovrapposizio, 
           oppure come "parallelo di generatori reali di tensione"];

  2,2,7,9) Mediante l'equivalente di Thevenin del circuito
           del punto precedente, nel quale era già stata calcolata 
           VA-VB=Veq, il nuovo circuito si riduce a un banale RC,
           con R pari alla serie di Rc con il parallelo di R1 e R2.

  3,3,5,5) Applicare banalmente la legge di Kirchoff sulle due maglie 
           indicate, seguendo le convenzioni suggerite e prestando
           attenzione ai segni.

  4,4,3,4) Partitore di corrente (generatore e resistenza grande 
           potevano essere considerati nell'insieme un generatore di 
           corrente, in quanto le resistenze piccole sono 
           praticamente ininfluenti ai fini della corrente totale), 
           di nuovo con numeri 'facili'.

  5,5,4,3) Esercizio sull'effetto Joule e trasferimento di potenza
           su un carico esterno da parte di un generatore reale.
           (Attenzione: si parlava di "potenza dissipata dalla resistenza 
           collegata..." e non di potenza dissipata dall'intero circuito.)

  6,6,8,7) Esercizio sul metodo simbolico. L'andamento
            della tensione fra A e B in funzione della frequenza
            è analogo a quello di "Vout" nello studio dell'RLC
            eseguito in laboratorio, con la differenza che il minimo
            in risonanza è molto più pronunciato, essendo RL << R.

  7,7,9,10) Altro esercizio sul metodo simbolico, peraltro 
            fatto a lezione.

  8,8,10,6) Potenza in regime sinusoidale: prodotto di valori 
            efficaci di tensione e corrente per il coseno del loro
            sfasamento (sfasamento pari alla fase dell'impedenza,
            e quindi \cos\phi=Re(Z)/|Z|).

 9,9,1,2) La tensione è ben al di sotto di V_gamma, quindi
          la resistenza del diodo è sempre "infinita"
          indipendentemente da forma e  polarità del segnale:
          ne segue che ai suoi capi avremo la tensione del generatore. 
          (E non dipende se il generatore è ideale o ha in serie
           i 50 Ohm dei generatori di forme d'onda usati in laboratorio.)

10,10,2,1) La tensione è pari alla somma delle tensioni delle due onde, 
          mentre la corrente è pari alla differenza delle due correnti, 
          ciascuna delle quali è legata alla tensione dall'impedenza
          caratteristica. Quindi, date tensione e corrente, 
          l'impedenza di ingresso viene calcolata dal loro rapporto.